Sabato, 12 Agosto 2017 10:25

La lontra di mare

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Tra tutti i mustelidi (famiglia Mustelidae) la sottofamiglia delle lontre (Lutrinae) è quella meglio adattata alla vita acquatica. Delle 13 specie esistenti quella più singolare è sicuramente la lontra di mare (Enhydra lutris), l’unica a vivere in ambiente marino (le altre lontre sono tutte legate a corsi d’acqua dolce).

L’habitat della lontra di mare è l’ambiente subcostiero (con fondali non superiori ai 50-60 metri) dell’oceano Pacifico settentrionale, sia coste nordamericane che asiatiche.

In passato l’areale di questo animale era ben più ampio, tuttavia l’indiscriminata caccia da parte dell’uomo, che ne causò quasi l’estinzione ad inizio ‘900 (si stima fossero rimasti non più di 1000-2000 esemplari), ne ha ridotto di molto l’ampiezza. Oggi la lontra di mare è, fortunatamente, una specie protetta e conta una popolazione globale di circa 50-60 mila individui.

L’origine di una così spietata caccia da parte dell’uomo è da ricercarsi nella sua peculiare pelliccia, tra le più folte e pregiate del mondo animale. Le lontre, a differenza di altri mammiferi, non hanno alcuno strato isolante di grasso, a garantire il mantenimento della temperatura corporea, oltre al vivace metabolismo, è proprio la pelliccia. Essa ha una densità da record, fino a 100 mila peli per centimetro quadrato! Tale densità gli consente di trattenere una certa quantità d’aria in mezzo al pellame, che funge da efficientissimo isolante. Probabilmente la pelliccia della lontra di mare è quella più pregiata in assoluto (basti pensare che questi animali riescono a popolare anche le fredde zone subcostiere Pacifiche dell’Alaska e della Siberia).

La lontra di mare vive quasi esclusivamente in acqua, formando gruppi anche molto numerosi. Tutte le sue attività, dal riposo (dorme galleggiando a pancia in su) alla caccia avvengono in acqua, solamente nelle zone più a nord (e nei periodi di maggior freddo) è possibile osservare qualche esemplare riposarsi sulla terraferma.

La sua dieta preferita è composta da ricci di mare, molluschi di vario genere e crostacei, che caccia sui fondali (quando è in immersione sia le narici che le orecchie si chiudono completamente).
La lontra di mare è uno tra i pochissimi animali conosciuti ad avvalersi di “utensili”, infatti se i gusci e le conchiglie delle prede catturate risultano troppo duri per essere rotti con il solo ausilio dei denti, si serve di una pietra presa dal fondo marino, che poggia sul petto e usa da “incudine” per rompere il guscio del mollusco. Alcune volte l’ausilio di pietre viene adottato anche per staccare le conchiglie ancorate alle rocce del fondo.

La lontra di mare, rispetto ai suoi parenti d’acqua dolce, presenta un corpo più massiccio e una coda più corda. Le zampe, marcatamente palmate, sono più adatte alla locomozione in acqua che a quella sulla terraferma.

La lontra di mare è il mustelide più grande che si conosca. Un esemplare adulto può arrivare alla lunghezza di 1,5 metri e al peso di 45 kg, sebbene le misure medie siano di 1,2 metri su circa 30 kg. L’aspettativa di vita è nella media dei mammiferi di pari peso, ovvero 20-23 anni.