Il problema dello spreco alimentare non si può più ignorare

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Sprechi: quanta indifferenza nel nostro paese

Lo spreco di cibo ha raggiunto una dimensione preoccupante: un terzo del cibo prodotto nel mondo viene sprecato, infatti come afferma la FAO ogni persona spreca circa 300 chili di cibo. Iniziamo con il mettere in evidenza che questa situazione é un chiaro segno che il cibo viene trattato come merce e di conseguenza viene sradicata quella sua valenza ambientale e socio-culturale.

Molti alimenti, spesso, vengono buttati via prima ancora che sia effettivamente deteriorati, altri sono semplicemente conservati male per la mancanza di infrastrutture e trasporti adeguati; ne é prova di questo il fatto che il 30% della terra destinata all'agricoltura produce del cibo che non arriverà mai nello stomaco di qualcuno. Se consideriamo questi dati sembra impensabile e assurdo che quasi un miliardo di persone nel mondo rimangano affamati: si calcola che circa 800 milioni di persone nel mondo soffrano per fame e malnutrizione, circa 100 volte il numero di persone che effettivamente ne muoiono ogni anno. Solo in Europa vengono sprecati ogni anno 100 milioni di tonnellate di cibo, di cui il 14% appartiene alla ristorazione collettiva. Negli ultimi anni le iniziative per gestire una situazione così inaccettabile cominciano ad avere una valenza maggiore, l'Europa infatti si prefigge di dimezzare questi numeri esorbitanti entro il 2025.

In Italia il Ministero della Salute ha diffuso tre decaloghi per affrontare il tema dello spreco alimentare nella ristorazione ospedaliera, scolastica e aziendale. Nella ristorazione scolastica, devono essere rilevate le eccedenze, formare gli insegnanti, promuovere la consapevolezza degli sprechi anche fra le famiglie, mentre nella ristorazione aziendale si chiede di favorire una cucina che riutilizza le eventuali eccedenze alimentari insieme a porzioni più ridotte. Infine nella ristorazione ospedaliera, il Ministero chiede di pianificare dei menu in base alle esigenze reali dei pazienti, insieme a una formazione rivolta al personale di cucina volta alla riduzione degli sprechi, tenendo conto delle necessità delle persone.

Altri Pesi in Europa si muovono nella stessa direzione, utilizzando però strategie differenti. In Inghilterra hanno creato dei supermercati dedicati proprio a quei prodotti prossimi alla scadenza, che sono acquistabili ad un prezzo nettamente inferiore. La Danimarca non si discosta molto dall'idea inglese e hanno creato una catena di supermercati esclusivamente dedicata alla vendita di prodotti scaduti o ammaccati.

Dunque le soluzioni al problema di sicuro non mancano e sarebbe incoraggiante vedere altri Paesi muoversi su delle strategie volte a eliminare questo problema, che nel 2018 affligge ancora questo pianeta.