Mercoledì, 15 Maggio 2019 12:30

Con l'Istat alla ricerca del mare più pulito

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L'estate si avvicina e per molti è già iniziato il conto alla rovescia per il primo tuffo in mare. Sì, ma dove? Un aiuto arriva dall'Istat.

L'istituto ha elaborato il "Rapporto SDGs 2019. Informazioni statistiche per l'Agenda 2030 in Italia" (leggi qui). Dall'analisi dedicata al "Goal 14 - La vita sott'acqua" emerge che il 66,9% delle coste marine sono balneabili (indagine condotta nel 2017).

La costa non balneabile comprende zone che presentano rischi di natura igienico-sanitaria o di sicurezza, ma anche le aree militari, i porti, le foci di fiumi e le aree soggette a tutela naturale.

La superficie delle aree marine protette in Italia corrisponde a 3.020,5 Km2, di cui i tre quarti sono distribuiti tra Sardegna, Sicilia e Toscana. Natura 2000 ha stimato nel 2017 un'estensione di protezione pari a 5.878 Km2 gestita dalla sua rete.

In ultimo dall'indagine emerge che la maggior parte degli stock ittici è in sovrasfruttamento. La pesca intensiva nell'Atlantico nord-orientale, e aree adiacenti, e nell'area geografica del Mediterraneo Occidentale deve essere maggiormente contenuta per rientrare nei livelli biologicamente sostenibili.

Insomma non è proprio un quadro esaltante quello che emerge dal rapporto dell'Istat sulla balneabilità in Italia, un nuovo, ennesimo campanello d'allarme che deve indurre ad intervenire per salvaguardare l'ambiente, in questo caso il nostro mare.

 

Livia Niccoli

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