Giovedì, 30 Maggio 2019 12:35

L'inquinamento ai tempi dell'Antica Roma

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Quando si parla di inquinamento si è soliti pensare a un fenomeno provocato dalle attività umane, radicalmente modificate durante il periodo della rivoluzione industriale.


In realtà, secondo uno studio pubblicato sulla rivista Geophysical Research Letters emerge che le origini dell'inquinamento sono ben più remote. La ricerca è stata condotta sul Monte Bianco dal Centro Nazionale per la Ricerca Scientifica francese (Cnrs). Sui ghiacci alpini, esattamente sul Col du Dôme nelle Alpi francesi, sono stati trovati intrappolati residui di piombo e antimonio, che risalgono all'epoca romana. I ricercatori affermano che la presenza dei due metalli è collegata alle attività minerarie e alle tecniche per la produzione di argento in uso in quel periodo storico. I Romani estraevano minerali contenenti piombo per ottenere il materiale necessario a costruire le tubature idrauliche e a produrre le monete in argento. Quest'ultimo veniva separato dal piombo riscaldando il minerale fino a 1.200 gradi centigradi: è proprio questo il procedimento che causava il rilascio in atmosfera di grandi quantità di metalli pesanti, che si sono conservati nei ghiacci alpini fino ai giorni nostri.

Il gruppo di ricerca, guidato da Susanne Preunkert, ha scoperto che i metalli si sono accumulati in quantità più elevate in due fasi distinte, corrispondenti a periodi di maggiore prosperità: il periodo Repubblicano, tra il 350 e il 100 a.C., e il periodo Imperiale, tra l'anno 0 e il 200 d.C.

Si tratta di uno studio importantissimo, perchè permette di fare un confronto con episodi di impatto ambientale di epoche diverse, indagando sull'evoluzion dell'inquinamento nel corso dei secoli.

Livia Niccoli
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