I casi che portano alla promozione di azioni disciplinari da parte del Consiglio superiore della magistratura sono soltanto 2 su 1.200.
 Ricordate il caso del famoso architetto Molteni ucciso nel comasco un anno fa? Ebbene l’ex moglie dell’uomo e il suo commercialista sono stati arrestati perché ritenuti i mandanti dell’omicidio.
 

Alla seconda udienza del processo a Manlio Cerroni è già scontro tra le parti civili e gli avvocati della difesa.

 

Otto nuove costituzioni da esaminare e un solo imputato presente, Bruno Landi, amministratore delegato di Ecoambiente.

Si apre il processo a carico del patron della discarica più discussa d’Europa, Malagrotta.

Prima udienza, oggi, che vede sul banco degli imputati Manlio Cerroni finito agli arresti domiciliari lo scorso 9 gennaio nell’ambito dell’inchiesta che vede al centro la gestione dei rifiuti nel Lazio.

La richiesta di giudizio immediato siglata dal pm Alberto Galanti, riguarda anche Francesco Rando amministratore unico di alcune imprese riconducibili a Cerroni; Piero Giovi storico collaboratore di Cerroni; Giuseppe Sicignano supervisore delle attività operative condotte presso gli impianti di Cecchina; Luca Fegatelli dirigente dell’Area Rifiuti della Regione Lazio e Raniero De Filippis responsabile del Dipartimento del territorio della Regione Lazio. L’accusa, pesantissima, per tutti è quella di associazione per delinquere finalizzata al traffico dei rifiuti.

Ma, a seconda dei soggetti anche violazione contro la pubblica amministrazione e truffa.
Nell’ambito dell’inchiesta infatti emerge un forte legame tra i privati quali Cerroni, Landi, Giovi e i funzionari pubblici e politici. Legame che ha portato alla gestione criminale del ciclo dei rifiuti nel Lazio per tre decenni.

Il funzionamento di questo gruppo, tra pubblico e privato, è ciò che è stato funzionale per la continuità e per il monopolio della gestione ed è ciò che è emerso proprio nella attività di ricostruzione di documenti, intercettazioni e testimonianze.

Una maglia intricata che potrebbe diventare un pezzo di storia. Un calendario dai ritmi serrati quello proposto in aula di udienza e un cumulo di parti civili davanti agli occhi del giudice. Dalle associazioni ambientaliste ai vari comuni interessati, dalle istituzioni alle decine di singoli cittadini, tutti chiedono di essere ammessi parte offesa nel procedimento a carico di Cerroni.

Il giudice si pronuncerà il 23 luglio data della prossima udienza.

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