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Oggi il Ministero dello Sviluppo Economico ha presentato una “nuova” iniziativa per individuare i prezzi dei carburanti più convenienti. Ma una sensazione di déjà vu pervade gli animi, come se l’idea di innovativo abbia ben poco. Vediamo perché.
Una proposta di legge già nel 2009 indicava uno strumento che attraverso la comparazione potesse tutelare i consumatori permettendo un concreto risparmio nella scelta del distributore di carburante: stiamo parlando dell’articolo 51, legge 23 luglio 2009 n.99, che dava mandato al Ministero di provvedere ad inserire nel proprio sito i prezzi dei carburanti in tempo reale.
Ma per anni il Ministero ha evidentemente mostrato delle resistenze, per diversi motivi, all’attuazione dell’iniziativa. Complice probabilmente anche la ritrosia dei distributori, poco inclini a far sapere i propri prezzi, per paura di perdere fette di mercato.
In tal modo, però, il Ministero dello Sviluppo Economico non ha agito secondo il benessere dei cittadini, che avrebbero potuto usufruire di un servizio in grado di far risparmiare, cosa molto utile soprattutto in vista dell’attuale crisi economica.
Fortunatamente, quando lo Stato non agisce, i cittadini si organizzano da soli, creando soluzioni creative per tentare di vivere al meglio. Ne è un esempio il sito Prezzibenzina.it, la prima iniziativa italiana di comparazione dei prezzi dei carburanti a base totalmente volontaristica. Da anni, infatti, i consumatori inviano le proprie segnalazioni sui prezzi, generando un servizio conveniente per tutti gli automobilisti.
Solo oggi, ben 5 anni dopo, il Ministero esce dal torpore e presenta l’iniziativa della comparazione de prezzi. La domanda sorge spontanea: perché non ci ha pensato prima?
Oggi ci sono sistemi più avanzati a livello tecnologico che permettono un comparazione di qualità. E i consumatori ne sono consapevoli, visto il largo uso che fanno dei sistemi geo-satellitari e delle app esistenti.
“Insomma, è palese il ritardo del Ministero rispetto alle esigenze del mercato. Ora la necessità attuale è quella di garantire una reale trasparenza dei processi di comparazione, che garantiscano la qualità del servizio per i cittadini. Per questo chiediamo un incontro al Sottosegretario allo Sviluppo Economico, Simona Vicari, per discutere di un percorso comune da avviare per vigilare sulla trasparenza del comparatore del Ministero”.
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