Martedì, 17 Marzo 2020 09:08

Codici: riaprire il Forlanini si può e si deve. Lazio a rischio

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L’associazione Codici condivide e rilancia l’appello per la riapertura dell’ospedale Forlanini di Roma.


Un’ipotesi caldeggiata anche dall’ex primario in pensione Massimo Martelli. Un parere importante, che arriva da un esperto e che dimostra che l’operazione è fattibile e necessaria.

L'opportunità Forlanini 

“Sarebbe una risposta importante all’emergenza – dichiara l’avvocato Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – ed una soluzione valida a livello logistico, considerando la vicinanza allo Spallanzani. Prima di diventare un rifugio per senzatetto e tossici, il Forlanini era un’eccellenza della sanità laziale. Alcune parti sono abbandonate, è vero, ma altre possono essere riqualificate. Non ci interessano le polemiche politiche, questo è il momento dei fatti e siamo convinti che quella del Forlanini sia un’opportunità da sfruttare”. 

L'allarme Ciociaria

Anche perché la situazione nel Lazio è a rischio. Lo dimostra l’allarme che arriva dalla Ciociaria. “Il modello che ha funzionato contro questa malattia – afferma l'avvocato Giammarco Florenzani, Segretario di Codici Frosinone – è il modello Veneto, che è quello usato dalla Corea Del Sud. Pur essendo zona focolaio, oggi il Veneto riscontra meno di 100 decessi. Ha puntato sulla prevenzione facendo i tamponi a tutti i casi a rischio ed in questo modo non solo è riuscito ad isolare la malattia, ma ha anche salvato vite poiché non si possono lasciare malati a casa per molti giorni con la febbre a 40, senza cure e solo con la Tachipirina. È una responsabilità gravissima verso i malati. Il costo di un tampone è di 30 euro. Investire oggi sulla prevenzione significa evitare non solo maggiori decessi, ma anche che tanti vadano in terapia intensiva con maggiori costi e stress per il sistema ospedaliero. Per questo chiediamo alle Asl ed alla Regione Lazio di effettuare i tamponi subito a tutti i casi a rischio. Nella nostra provincia i tamponi sono pochissimi, ma crediamo che 30 euro sia un costo sostenibile, una spesa fattibile e necessaria vista l'emergenza”.
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