La UE vuole 60 miliardi dalla Gran Bretagna per uscire dall’Unione. Si tratta dei versamenti che la Gran Bretagna -prima delle decisioni connesse al referendum- si era impegnata a versare fino al 2023 e che adesso la UE li pretende tutti assieme mentre il governo di Londra asserisce che non dovrebbero essere dovuti perché il Regno Unito non sarà più parte dell’Unione.
La Bce ha fatto sapere che la questione del Monte dei Paschi di Siena è più grave di quanto non si stimi qui in Italia e quindi servono altri soldi oltre quelli già previsti. Quelli della Bce lo dicono agli epigoni di quegli altri che hanno fatto sparire faraoniche fortune e che continuano a sedere negli scranni del governo e nel management di Mps.
Facciamo appello a tutte le forze politiche perché, con la stessa rapidità con cui è stato introdotto e con la stessa immediatezza con cui si stanno facendo le leggi per le banche, lo si abolisca definitivamente e si suggerisca all’Europa di fare altrettanto in ogni altro posto dove ancora è in vigore.
Ci dicono che il sistema bancario italiano è solido; anche le maggiori banche italiane sono solide e, tra esse v’è Unicredit. Ci dicono che sono solide perché hanno coefficienti patrimoniali che soddisfano i parametri che vengono ritenuti “prudenziali” dalla comunità finanziaria internazionale; parametri santificati nei vari accordi detti di Basilea. Detta in soldoni se una banca possiede proprietà che nel loro insieme sono attorno al 10% dei propri impegni si deve ritenere solvibile e solida.
Facendo approvare la finanziaria dal Parlamento in meno di 24 ore, il Presidente uscente si è incaricato di dimostrare che la sua riforma “semplificatrice” era semplicemente inutile quindi, quanto meno, una mistificazione. Infatti si è confermato che la politica se vuole fare una cosa ha il potere (nel senso dispotico del termine) senza modificare la Costituzione di farla in pochissimo e senza rimanere imbrigliata in pastoie di alcun genere!
BTP a cinquanta anni! Da àncora di salvezza ad ennesima fregatura