La BCE dà i numeri

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La Bce ha fatto sapere che la questione del Monte dei Paschi di Siena è più grave di quanto non si stimi qui in Italia e quindi servono altri soldi oltre quelli già previsti. Quelli della Bce lo dicono agli epigoni di quegli altri che hanno fatto sparire faraoniche fortune e che continuano a sedere negli scranni del governo e nel management di Mps.

Implicitamente sostengono che i nostri ragionieri sono meno bravi di loro oppure che questi ultimi barano. Danno il “via libera” all’aiuto di stato che comporterà nuovo debito probabilmente parzialmente finanziato dalla Bce. Naturalmente non dicono -perché non lo sanno- che non esiste aggiustamento dei patrimoni bancari che possa sostituire il riavvio dello sviluppo nel consolidamento dei conti di un Istituto di credito; quindi fra tre mesi saremo punto e a capo con ulteriore fabbisogno di ulteriori danari; come peraltro accaduto da una decina d’anni fino ad oggi. E questo è vieppiù aggravato dalla brevità dei nuovi titoli creati per il salvataggio!

Questo è quanto accaduto il 27 dicembre 2016.

Salta agli occhi questa sfrontata abitudine delle Istituzioni europee di pontificare su tutto senza poi fare nulla: una arroganza priva di senso e presupposti. Cioè, se è vero che la Bce “creerà” dei danari (da inviare in Italia nell’ambito del Quantitative easing) che saranno poi “girati” dal governo a trazione Ds alla Mps, per quale ragione essa non acquista direttamente i titoli bancari che saranno emessi per la ricapitalizzazione? Acquisto che effettuato con danari creati -giova non dimenticarlo- ad essa non costa nulla!! E visto che sono così bravi nella gestione delle banche, come mai non inviano qualcuno a gestire Mps (per un tempo definito), quanto meno per sottrarla dalle “attenzioni” di manager e di politici che fino ad oggi ne hanno decretato il dissesto? Come mai nessun italiano, nè di destra, né di sinistra, solleva una idea del genere? A che cosa serve la Bce se non a garantire la sostenibilità del sistema del credito in Europa? Che si attende per riscrivere i Trattati sottolineando che la Bce deve garantire la solidità del sistema creditizio europeo anche “mettendoci la faccia” e non limitandosi a pontificare?

Peraltro una cosa del genere metterebbe fine una volta per tutte alla crescente sfiducia nel sistema delle banche pur sempre nel rispetto della struttura proprietaria che rimarrebbe quella attuale.
Ai lettori diciamo di non sperare che prevalga il buon senso e quindi per il momento continuiamo a navigare a vista come facciamo ormai da decenni. Ma fino a quando?