La UE vuole 60 miliardi dalla Gran Bretagna

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La UE vuole 60 miliardi dalla Gran Bretagna per uscire dall’Unione. Si tratta dei versamenti che la Gran Bretagna -prima delle decisioni connesse al referendum- si era impegnata a versare fino al 2023 e che adesso la UE li pretende tutti assieme mentre il governo di Londra asserisce che non dovrebbero essere dovuti perché il Regno Unito non sarà più parte dell’Unione.

I media italiani non diffondono affatto questi temi e queste pretese di cui evidentemente gli euroentusiasti di casa nostra si vergognano un po’.

Questi i fatti di ieri che ricordano molto il “conto” stilato da Draghi per la “sua “ Italia se volesse uscire dall’euro e che ci costerebbe molto di più. Quindi la storia è sempre la stessa: per uscire devi pagare una tassa di importo enorme, tale da destabilizzare l’economia del paese fuoriuscito annullando gli indubbi vantaggi che ne ricaverebbe dall’uscita come gli inglesi stanno mostrando.

Il caso britannico però ha delle sue peculiarità particolarmente serie: mentre nel caso dell’Italia l’uscita è solo possibile in un non precisato futuro, nel caso britannico è stata già decisa dal popolo sovrano che andrebbe rispettato e non certo multato chiedendo tasse per “servizi” futuri. Inoltre coloro che hanno divulgato una richiesta così esorbitante sapevano certamente che avrebbero costretto la GB ad un sonoro rifiuto creando colpevolmente una contrapposizione che non si sa adesso come sanare: chiunque dei due la spunterà umilierà l’altra parte creando un incidente diplomatico difficile, se non impossibile, da digerire. Detta in soldoni: se la Gran Bretagna non paga che si fa? Si bombarda Londra fino a quando non pagano? Oppure si rinunzia chiedendo scusa del fastidio? Inoltre il prevedibile rifiuto ha già fin d’ora creato un precedente che indebolisce l’immagine della Unione Europea trasformandola in una organizzazione dalla quale molti vorrebbero uscire ma non lo fanno ancora… solo perché costa troppo!

Infine il comportamento così bassamente venale delle tecnocrazie europee non riscuoterà mai la simpatia delle popolazioni di tutta Europa. Alla vigilia di importanti appuntamenti elettorali tutti centrati sulla opportunità di continuare a servirsi dei “vantaggi” offerti dalla Unione Europea, comportarsi in maniera così odiosa non fa altro che esacerbare la già elevata antipatia delle tecnostrutture di Bruxelles.

L’intera vicenda ha il sapore di una provocazione fondata su elementi molto tenui e che non fa presagire nulla di buono. Molto interessante sarà ascoltare cosa pensa e vedere cosa farà il Presidente degli Stati Uniti sulla questione; è però certo che la tradizionale vicinanza del Regno Unito alla grande democrazia nordamericana diverrà ancora più stretta e questa volta in funzione antieuropea. Né si comprende perché e cosa ci guadagna la UE dall’aver creato il rifiuto e l’allontanamento dell’Inghilterra dall’Europa!!??!!

Sembra che tutto si potrebbe spiegare con una arroganza di tipo dittatoriale che induce coloro che tengono le fila della Commissione europea a sparare a zero senza alcuna considerazione degli effetti umani ed economici che si producono nei popoli amici e partner; ma, a ben vedere, non è lo stesso comportamento che subiamo anche noi italiani da anni e decenni?