Codici: la prevenzione è fondamentale per evitare le piaghe da decubito
Le piaghe da decubito non sono una patologia. Sono una condizione che insorge in pazienti ospedalizzati ai quali non viene data la dovuta assistenza.
È uno dei concetti alla base di “La ferita ingiusta”, la campagna intrapresa dall’associazione Codici per tutelare i pazienti da un’assistenza carente se non del tutto errata. Del resto, è la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità a sottolineare che le piaghe da decubito sono un indice della qualità dell’assistenza fornita.
“Quando compaiono le piaghe da decubito – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici –, significa che ci troviamo di fronte ad una pessima assistenza sanitaria. I protocolli vengono ignorati o da parte gli operatori non c’è la giusta attenzione alla problematica. Ogni cittadino ha il diritto costituzionale a ricevere cure adeguate e presidi idonei alla prevenzione. L’iniziativa che abbiamo voluto lanciare rappresenta una battaglia di civiltà contro l’indifferenza e l’ignoranza. Le piaghe da decubito possono portare a conseguenze gravissime per la salute del paziente e, in alcuni casi, anche alla morte. Nonostante ciò, raramente i responsabili vengono chiamati a risponderne. Non si deve assistere passivamente a tutto questo, rassegnarsi ad una cosa inevitabile. Bisogna reagire e rivendicare il diritto alla salute. Secondo alcuni studi, circa i 2/3 delle piaghe da decubito sarebbero evitabili se fossero attuate tempestivamente le manovre di prevenzione. Con una valutazione corretta e un programma di prevenzione per valutare e gestire i fattori di rischio per i soggetti che possono sviluppare piaghe da decubito, il 95% sarebbe prevenibile. Le piaghe da decubito, quindi, si possono evitare. Parliamo di una condizione frequente, ma non di un destino ineluttabile per gli anziani o per chi è costretto a letto”.
La campagna “La ferita ingiusta” avviata da Codici riguarda tutto il territorio nazionale. È possibile fare una segnalazione telefonando al numero 065571996, inviando un messaggio WhatsApp al numero 3757793480 oppure scrivendo un’e-mail all’indirizzo di posta elettronica Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..



