Gioco d’azzardo, Codici: decisione del Tribunale di Roma in contraddizione con diritto europeo e tutela consumatori
L’associazione Codici esprime forte preoccupazione per il recente provvedimento del Tribunale di Roma sezione sedicesima che, di fatto, rischia di indebolire il sistema di contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo previsto dall’ordinamento italiano.
La decisione appare fondata su una lettura non corretta della giurisprudenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea (sentenza Placanica), richiamata per sostenere la legittimità di una presunta “espansione controllata” del settore. Tale interpretazione risulta tuttavia in evidente contrasto con i principi europei di coerenza e proporzionalità, secondo cui gli Stati membri non possono, da un lato, dichiarare di voler limitare il gioco e, dall’altro, consentire pratiche che ne incentivino la diffusione. Particolarmente critica è inoltre l’impostazione secondo cui le comunicazioni oggetto di causa non integrerebbero mai forme di pubblicità, con una qualificazione che, se generalizzata, rischia di eludere integralmente il divieto previsto dall’art. 9 del D.L. 87/2018.
Una simile lettura finisce per svuotare la norma di contenuto, consentendo di qualificare come neutre o informative comunicazioni che, nella sostanza, presentano evidenti finalità promozionali. Il Decreto Dignità ha introdotto un divieto generalizzato di pubblicità del gioco d’azzardo, proprio per contrastare la ludopatia e tutelare i consumatori più vulnerabili. La decisione in questione rischia invece di aprire spazi interpretativi che favoriscono, anche indirettamente, dinamiche di incentivo al gioco.
Ancora più grave è il mancato confronto con il principio, ribadito dalla Corte di Giustizia, secondo cui le politiche nazionali devono essere coerenti e sistematiche: non è giuridicamente ammissibile contrastare il gioco d’azzardo e contemporaneamente legittimarne strumenti di diffusione.
Decisioni di questo tipo appaiono difficilmente comprensibili alla luce del quadro normativo nazionale ed europeo, e rischiano di compromettere l’efficacia delle misure poste a tutela dei consumatori.
L’associazione Codici annuncia che impugnerà il provvedimento nelle sedi competenti, affinché venga ristabilito il corretto equilibrio tra libertà economiche e diritti fondamentali.
La lotta alla ludopatia non può essere indebolita da interpretazioni che, di fatto, rischiano di favorire il mercato del gioco a discapito della salute pubblica.




